venerdì 21 novembre 2014

Pazzia: disagio o realtà contorta?

Si può effettivamente capire la pazzia? cos'è la pazzia! un degeneramento del cervello?
Molto spesso le persone pronunciano le parole ''sono pazzo'' ma nessuno conosce realmente il significato. Persino gli occhi non sono in grado di far trasparire questo aspetto della persona se essa non vuole. Stati d'ansia, paranoia, fobie, ossessioni, sono solo debolezze dell'uomo.
per quanto l'uomo sia l'essere imprescindibile dalla terra è pieno di debolezze. Quindi la pazzia è solo una debolezza? Un disagio perenne che accompagna la persona per tutto il tragitto della sua vita. La mia curiosità sarebbe quella di vedere con gli occhi di un ''pazzo'', capire perfettamente qual'è il mondo in cui vive, come lo vede, cosa pensa, provare le sue stesse sensazioni. Infondo ognuno di noi nasconde un po di pazzia, bisogna solo cercarla e accettarla!

lunedì 17 novembre 2014

Gli sguardi in una conversazione

Durante una conversazione il gioco di sguardi è un elemento molto significativo, detto ciò ogni sguardo equivale a un pensiero. L’uso di brevi pause, i movimenti della mano o del capo, il battito delle ciglia possono servire ad enfatizzare il discorso, mentre sorrisi, cenni del capo, espressioni facciali da parte di chi ascolta, forniscono informazioni su quanto viene comunicato, rivelando la comprensione, l’interesse e l’approvazione di chi ascolta. Contrariamente l’uso di segnali di significato opposto, come distogliere lo sguardo, scrollare le spalle, scuotere il capo rivelano disaccordo o disinteresse da parte dell’interlocutore. Lo sguardo ha un valore fondamentale nell’interazione. Basta pensare che poeti e romanzieri hanno sprecato fiumi di inchiostro per decantarne e descriverne il potere. Esso riesce ad esprimere eloquentemente emozioni, pensieri, giudizi, desideri, ordini. La forza di questo indicatore è stata affermata e testimoniata con ricerche da numerosi studiosi e psicologi della comunicazione . Lo sguardo costituisce un segnale per chi lo riceve ed un canale per chi lo invia. Il fatto che abbiamo bisogno di guardare il nostro interlocutore negli occhi, dimostra chiaramente l’importanza che esso riveste nella trasmissione dei messaggi. Gli elementi che costituiscono uno sguardo possono essere di tipo fisiologico ed involontario (battere le palpebre o dilatare le pupille), oppure consapevolmente mirati, come le espressioni degli occhi ed il loro movimento. Nel corso di un’interazione sociale, lo sguardo svolge un ruolo importante in quanto può rivelare molte caratteristiche riguardo agli individui ed ai loro rapporti: esso permette di osservare il comportamento dell’interlocutore nonché il tipo e la quantità dei suoi sguardi; scandisce il ritmo del dare e prendere la parola. Il contatto visivo è determinante nel rapporto tra genitori e figli, soprattutto tra madre e neonato. Uno degli aspetti dell’interazione visiva più trattati nelle ricerche degli studiosi del comportamento non verbale, riguarda la relazione tra sguardo e potere. Dalle indagini fatte è emerso che le persone che hanno più potere, segnalano la loro superiorità guardando più frequentemente mentre parlano e relativamente poco mentre ascoltano. Al contrario, le persone in posizione subordinata guardano di più mentre ascoltano perché prestano più attenzione. Le ricerche hanno anche messo in luce, a tale riguardo, un uguale comportamento tra i due soggetti. Uno sguardo può provocare reazioni diverse in chi lo riceve: essere guardati a lungo può essere gratificante perché segnala interesse, simpatia, attrazione; ma può provocare disagio e ansia: se fissata a lungo ed in modo diretto una persona può sentirsi minacciata fisicamente o affettivamente.

lunedì 3 novembre 2014

Comunicazione visiva VS Arancia Meccanica



La comunicazione visiva è la trasmissione di un messaggio tramite un’immagine. Esistono immagini che permettono di raggiungere il massimo effetto comunicativo nel più breve tempo possibile, grazie al forte potere di richiamo, alla sua spesso immediata comprensibilità e alla facilità di memorizzazione. L'occhio da la possibilità all'artista di disporre di personaggi ed oggetti in modo tale da realizzare un equilibrio complessivo finale capace di rappresentare una realtà considerando contemporaneamente i concetti di spazio e tempo.Un altro aspetto da considerare è l'uso di colori che abbiano caratteristiche precise in base al loro impatto visivo, poiché si parla di comunicazione, è opportuno soffermarsi sui significati che alcuni colori assumono nelle diverse culture. Si può dimostrare, in modo empirico attraverso immagini come quella proposta, che il rosso emerge in maniera più precisa se confrontato con altri colori pur considerando l'aspetto dimensionale sfavorevole:
· il rosso cattura più rapidamente l’attenzioni
· colori chiari emergono più di quelli scuri

"Vorrei aprire una piccola parentesi su ARANCIA MECCANICA film di Kubrick, dove vi è una scena molto significativa in cui attraverso la visione esasperante di scene di violenza si arriva alla psiche umana, traumatizzando il subconscio e creando cosi una nuova visione del paziente, che porta al degeneramento psichico dell'individuo. Nel film durante la detenzione Alex viene sottoposto a un innovativo programma di "rieducazione", il trattamento Ludovico. Dopo essersi fatto notare dal ministro degli interni durante la sua visita in carcere Alex viene scelto per il trattamento e, con il pensiero rivolto alla scarcerazione, accetta tutte le condizioni, venendo trasferito in un centro medico dove inizia la cura, la quale consiste nella somministrazione di farmaci, unita alla visione di lungometraggi dove sono contenute scene di violenza.La visione delle pellicole è "obbligata" dalla posizione di Alex, posto legato a breve distanza dallo schermo e con delle pinze che lo costringono a tenere gli occhi aperti e questa, insieme all'effetto dei farmaci, inizia a provocare in lui delle sensazioni di dolore e di nausea che tendono ad aumentare a mano a mano che il trattamento prosegue fino a coinvolgere, oltre alle immagini di violenza e di sesso, anche la musica di sottofondo della proiezione che, durante la visione di un documentario su Hitler, è la nona sinfonia di Beethoven. In allegato vi è il video della scena sopra analizzata."